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Celebration 2003

"Poche balle, si Balla!"
link al sito web 2003


E' con questo slogan che si è svolta l'ottava edizione di Celebration-Communication 2003.
Nel senso che anche se la situazione del mercato non è rosea bisognera' continuare a impegnarsi (a “ballare”) soprattutto con la Comunicazione... per crearsi il proprio spazio nel mercato stesso.
Noi di Cleis insieme ai nostri Partner, ci siamo posti come obiettivo di tenere alta nella clientela la voglia di continuare a investire in Comunicazione, lanciando ancora una volta la nostra ”Celebration”
.

L'idea che più ci ha divertito e più in linea con quanto volevamo comunicare è stata presa in prestito da un tema sempre attuale: la voglia di ballare. La linea Grafica è partita dalla scelta della location, l’Alcatraz di Milano, un posto in voga per ballare e che evoca penitenziari e prigioni. Con la scusa di liberarsi da una prigione di idee con poco appeal (ed ecco il nostro amico a strisce e numero di cella) e da troppa comunicazione fasulla, il nostro "prigioniero" cerca in noi (Comunicatori esperti) la chiave di volta del proprio business.
Vuoi (ri)uscire a Comunicare meglio? - cita l'headline della pubblicit
à.

La pagina pubblicitaria che ricordava come Comunicare bene fa (ri)conoscere molto di più, il biglietto invito che ha voluto enfatizzare "metaforicamente" la definitiva liberazione da tutte le brutte idee, alle manette e al vestiario degli animatori della serata per declinare un concetto chiave:
anche con la casacca a strisce... poche
balle si balla!

LA SERATA
Partendo dall’arredamento, questa volta abbiamo pensato di intervenire molto poco su quanto già esisteva.
Sul nome Alcatraz abbiamo puntato molto. Ma all’interno non doveva certo ricordare una prigione!
Il locale già in sé ha risolto il problema presentandosi con un tripudio di tecnologia, luci, proiezioni, altoparlanti a go-go. Non si doveva aggiungere niente.
Catering: ci siamo dati l’ambizioso obiettivo di minimizzare quelle umilianti code, puntuali a tutti i pranzi in piedi. E per un numero così grande di partecipanti (ricordiamolo, stiamo parlando di un migliaio di persone) non si poteva pensare che a un pranzo in pi
edi.

Insieme con SIRE (Catering) abbiamo studiato molti punti di distribuzione agili e comodi. Abbiamo colto nel segno... Anche per l’accoglienza non si doveva sbagliare. All’ingresso belle ragazze con cappellini da “guardie” controllavano gli accessi, assegnando ad ogni partecipante (che diligentemente si era presentato con un abbigliamento che con qualche riga qua e là ricordasse la divisa del detenuto) un numero, per trovare l’anima gemella durante la serata e con lei andare a ritirare un oma
ggio.

SUL PALCO
Un bravo presentatore dava le indicazioni di cosa si dovesse fare introducendo i vari numeri. Pianoforte classico, qualche brano d’opera o di musica leggera ormai diventata classica. E poi le estrazioni dei premi in palio.
Non si è voluto tralasciare un momento istituzionale in cui si è detto ancora una volta il perché di “Celebration” e come questo tipo di evento si collochi a pieno titolo negli strumenti di comunicazione che le aziende possono utilizzare per rivolgersi a vari target. E in più si è lanciato il nuovo impegno di “dm&c” con il congressuale. Ci siamo messi in ballo con pagine dedicate sulla rivista e col Club C3 che riprende lena e vigore per indirizzare nel modo corretto il congresssuale e quanto gli sta intorno.
Ma se è il momento del congressuale è anche il momento del team building, che sempre di più viene richiesto nelle riunioni di lavoro. E allora vai col team building. Si parte con delle graziose tamburine che si esibiscono in una fantasmagoria di ritmi per poi coinvolgere tutto il pubblico. Con strumenti improvvisati e con abili “conduttori” siamo passati dal rumore puro ad un ritmo latino-americano, ballando al ballo tutti insieme guidati da bellissime ballerine di samba che tutti hanno seguito coi passi ed col
ritmo.

Poche balle, si balla!